mondi possibili a pagina 155 numero 18 - Narrativa

Messaggioda Mariapia Zurolo » 31 gen 2022, 17:53

potete farmi un tema di questa traccia PERFAVORE. È del libro mondi possibili a pagina 155 numero 18

RACCONTARE DI SÉ Il primo giorno di scuola, e in particolare la scelta del banco, è un momento
tipico della vita di ogni studente. Soffermati invece sull'ultimo giorno di scuola, pensando
a una tua esperienza reale, e raccontalo in maniera divertente e accattivante.
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Mariapia Zurolo

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Messaggioda starinthesky » 28 feb 2025, 14:21

Non ho la tua età e soprattutto non sono te. Ma questo è ciò che io scriverei magari usala come traccia tanto per capire come fare.

Primo giorno di scuola

Il Primo Giorno: Tra Ansia e Nuove Avventure
La sveglia è suonata come una tortura, strappandomi dal mondo dei sogni. Il primo giorno di scuola... un mix di ansia e curiosità mi attanagliava lo stomaco. Mi sono vestito in fretta, cercando di dare un'aria "cool" al mio outfit, anche se dentro mi sentivo un pesce fuor d'acqua.

Arrivato a scuola, il cortile era un formicaio di ragazzi, facce nuove e vecchie conoscenze. Ho cercato subito i miei amici, Marco e Giulia, per sentirmi meno solo in quel mare di volti sconosciuti.

L'ansia è salita alle stelle quando è suonata la campanella e ci siamo diretti verso la nostra classe. Il prof di italiano, con la sua aria severa, ci ha accolti con un discorso sulla disciplina e l'importanza dello studio. Meno male che c'erano Marco e Giulia accanto a me, pronti a farmi qualche battuta per sdrammatizzare la situazione.

Poi è arrivato il momento cruciale: la scelta del banco. Un dilemma esistenziale! Vicino alla finestra per poter sognare ad occhi aperti o in fondo all'aula per avere una visuale completa della classe? Alla fine, ho optato per un posto a metà, un compromesso tra la voglia di isolarmi e quella di socializzare.

Le ore sono passate lente, tra presentazioni noiose e spiegazioni complicate. Ma poi è arrivato il momento della ricreazione, un'oasi di libertà in quel mare di regole. Ho raggiunto i miei amici e ci siamo messi a chiacchierare, a ridere e a scherzare, dimenticando per un attimo l'ansia del primo giorno.

Nel pomeriggio, le lezioni sono state più leggere, con qualche attività di gruppo per rompere il ghiaccio. Ho conosciuto nuovi compagni, alcuni simpatici, altri un po' strani, ma tutti accomunati dalla stessa sensazione di spaesamento.

Alla fine, la campanella ha suonato di nuovo, liberandoci dalla prigionia scolastica. Sono uscito da scuola con un sorriso, consapevole che il primo giorno non era stato poi così male. Certo, l'ansia era stata tanta, ma avevo ritrovato i miei amici, conosciuto nuove persone e scoperto che la scuola, tutto sommato, poteva anche essere divertente.

Mentre tornavo a casa, pensavo a tutte le avventure che mi aspettavano in quel nuovo anno scolastico. E anche se l'ansia sarebbe tornata, sapevo che avrei potuto contare sui miei amici e sulla mia voglia di scoprire cose nuove per affrontare qualsiasi sfida.



Questo è sull'ultimo giorno di scuola

L'Ultima Follia Prima dell'Estate

L'ultima campanella. Il suono più dolce dell'anno, una sinfonia di libertà che mi ha fatto saltare dalla sedia come un razzo. Non che le lezioni fossero state un granché, l'ansia da "ultimo giorno" aveva reso tutti un po' svogliati. Ma quel suono... mamma mia!

Fuori dalla classe è scoppiato il caos. Urla, risate, gente che si lanciava addosso zaini e quaderni come fossero coriandoli. Il prof di matematica, poveretto, ha provato a dire qualcosa, ma la sua voce è stata inghiottita dal trambusto. Sembrava un pesce fuor d'acqua.

Io e i miei amici, Marco, Giulia e Luca, ci siamo fatti largo tra la folla come guerrieri in battaglia. La nostra missione: raggiungere il cortile per l'ultimo, epico, lancio di gavettoni. Avevamo preparato l'artiglieria pesante: palloncini pieni d'acqua di ogni forma e dimensione, nascosti nei nostri zaini come armi segrete.

Il cortile era un campo di battaglia. Volavano gavettoni da tutte le parti, schizzi d'acqua che colpivano chiunque. Le risate risuonavano nell'aria, un'eco di pura gioia. Marco, con la sua mira infallibile, ha centrato in pieno il bidello, che per una volta ha riso invece di sgridarci. Giulia, la nostra stratega, ha organizzato un'imboscata dietro il cespuglio, cogliendo di sorpresa un gruppo di secchioni. Luca, il nostro asso del lancio, ha scagliato un gavettone gigante che ha bagnato dalla testa ai piedi la prof di inglese, che però se l'è presa con filosofia e si è unita alla battaglia.

Io, nel frattempo, mi sono improvvisato cecchino, colpendo i bersagli più difficili con tiri da lunga distanza. Mi sentivo un eroe, un guerriero dell'acqua, un re della risata.

Dopo un'ora di guerriglia, eravamo tutti fradici, ma felici. Ci siamo seduti sull'erba, esausti ma con un sorriso stampato in faccia. L'ultimo giorno di scuola era stato epico, una festa di libertà e follia che avremmo ricordato per sempre.

Mentre tornavo a casa, con i vestiti ancora bagnati e il cuore pieno di gioia, ho pensato che l'estate sarebbe stata lunga e piena di avventure. Ma niente sarebbe stato come quel giorno, l'ultimo giorno di scuola, il giorno in cui avevamo dato il via alla nostra estate con una battaglia di gavettoni indimenticabile.

starinthesky

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