6. Spiega perché, in base ai due colloqui con Renzo, il curato si può definire al tempo stesso un oppressore e una vittima.
Don Abbondio è oppressore perché, pur sapendo che il suo rifiuto di celebrare il matrimonio è ingiusto e dettato dalla paura, non esita a mentire e a tergiversare per non affrontare Renzo. È vittima perché è succube di don Rodrigo e vive nella costante paura di ritorsioni, al punto da sacrificare la sua integrità e il suo dovere di sacerdote.
7. Quali elementi del carattere di Lucia emergono dalla narrazione manzoniana? Qui sotto trovi un elenco di possibili aggettivi: sottolinea quelli che ritieni corretti.
Gli aggettivi che meglio descrivono Lucia in questo capitolo sono:
Modesta
Riservata
Prudente
Affabile
8. "Posso aver fallato." L'espressione torna ben quattro volte sulle labbra di Renzo: quale stato d'animo intende esprimere?
L'espressione "Posso aver fallato" esprime in Renzo un misto di dubbio, incertezza e timore. Renzo si interroga sulla possibilità di aver sbagliato qualcosa, di aver frainteso le parole di don Abbondio o di aver agito in modo avventato. È un momento di profonda incertezza, in cui Renzo si sente disorientato e incapace di capire cosa stia succedendo.
9. Ricomponi nella giusta successione le sequenze narrative qui allineate alla rinfusa:
La sequenza corretta è:
c) Renzo si presenta a don Abbondio per definire gli ultimi dettagli delle nozze e viene congedato con un pretesto
f) don Abbondio trascorre una notte tormentata
d) don Abbondio incolpa Perpetua di aver rivelato il suo segreto
b) Perpetua induce senza volerlo Renzo a tornare da don Abbondio
g) Renzo obbliga don Abbondio a fare il nome di don Rodrigo
e) Renzo rivela a Lucia la nuova situazione
a) le donne del paese si informano sulle condizioni di salute di don Abbondio
10. Nel corso del capitolo Renzo viene a contatto con don Abbondio (per due volte), con Perpetua e con Lucia. Attraverso queste relazioni i lettori si fanno un'idea del suo carattere. Individuane pregi e difetti.
Pregi:
Coraggio: Renzo non si lascia intimorire facilmente e affronta don Abbondio per avere spiegazioni.
Determinazione: Renzo è deciso a sposare Lucia e non si arrende di fronte agli ostacoli.
Onestà: Renzo è sincero e leale, sia con Lucia che con don Abbondio.
Amore: Renzo ama profondamente Lucia ed è pronto a tutto per lei.
Difetti:
Impulsività: Renzo a volte agisce d'impulso, senza riflettere sulle conseguenze.
Ingenuità: Renzo si fida troppo facilmente delle persone e non sempre capisce le situazioni.
Irascibilità: Renzo si arrabbia facilmente e può perdere il controllo.
Spero che queste risposte ti siano utili!
12. Nel tentativo di sapere la verità da don Abbondio, Perpetua commette una mossa falsa: quale?
Perpetua, nel tentativo di carpire informazioni da don Abbondio, gli dice che "la cosa è andata a monte", facendo intendere che il matrimonio è saltato per volontà di Renzo. In realtà, Perpetua non sa nulla di preciso e sta solo cercando di provocare una reazione in don Abbondio.
13. Cosa consiglia Perpetua a don Abbondio? Per quali ragioni?
Perpetua consiglia a don Abbondio di rivolgersi al cardinale arcivescovo, per ottenere protezione e aiuto contro eventuali prepotenze. Secondo Perpetua, il cardinale è una persona potente e influente, in grado di risolvere la situazione e garantire la sicurezza di don Abbondio.
14. Cosa pensa don Abbondio dei sacerdoti che osavano contrastare i prepotenti?
Don Abbondio ammira, ma allo stesso tempo teme, i sacerdoti che osano contrastare i prepotenti. Li ammira per il loro coraggio, ma li teme perché sa che possono mettersi nei guai e attirare l'attenzione dei potenti. Don Abbondio preferisce la via della prudenza e della sottomissione, piuttosto che rischiare di mettersi contro i potenti.
Competenze di analisi
1. La descrizione paesaggistica che apre il romanzo è caratterizzata da una prosa molto articolata. La sintassi mira a riprodurre la vastità e complessità dello scenario naturale che costituisce la cornice delle vicende iniziali del romanzo. Individua nel testo almeno cinque tipi di subordinate.
Nel testo si possono individuare diverse subordinate, tra cui:
Subordinate relative: "quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno..."
Subordinate temporali: "quando il sole si leva..."
Subordinate causali: "poiché il monte è ripido..."
Subordinate consecutive: "il sole picchiava in modo che non si poteva stare all'aperto..."
Subordinate modali: "come se fosse un mare in tempesta..."
2. bel bello... tranquillamente... oziosamente... Cosa dicono, del carattere di don Abbondio, queste tre annotazioni dell'autore?
Queste tre annotazioni rivelano il carattere di don Abbondio:
bel bello: indica la sua tendenza a evitare problemi e a vivere una vita tranquilla e senza scossoni.
tranquillamente: sottolinea la sua indole pacifica e la sua avversione per i conflitti.
oziosamente: evidenzia la sua pigrizia e la sua mancanza di iniziativa.
3. Spesso Manzoni interviene con notazioni ironiche: vuole sia impedire un'eccessiva concentrazione drammatica della narrazione, sia temperare giudizi morali che sarebbero troppo severi sulle persone. Individua nel testo almeno tre punti nei quali questa sfumatura appare evidente, e sottolineali.
"Don Abbondio (il lettore se n'è già avveduto) non era nato con un cuor di leone..."
"Perpetua, come ognun sa, era la serva di don Abbondio..."
"Don Abbondio, atterrito, non sapeva più dove si fosse..."
4. La prosa delle gride si caratterizza per le sue pesanti ripetizioni concettuali, che ne rendono la lettura difficile e farraginosa. Individuane nel testo almeno tre.
"si ordina e si comanda..."
"sotto pena della vita..."
"a chiunque ardisca..."
5. La riflessione di Manzoni si condensa talora in brevi massime di grande incisività. Il lettore è così invitato, o costretto, a estrarre dalle varie movenze della vicenda importanti notazioni di carattere morale. Individuane almeno due e trascrivile.
a) "I guai vengono spesso perché uno se li va a cercare..."
b) "Il coraggio, uno, se non ce l'ha, mica se lo può dare."
6. Nel mettere a fuoco l'indole di don Abbondio, l'autore osserva in modo sintetico che... non era nato cuor di leone. Di quale figura retorica si tratta?
Si tratta di una litote, una figura retorica che consiste nell'affermare un concetto negando il suo contrario.
7. Attraverso la similitudine, un elemento o una situazione della narrazione acquistano un risalto particolare e si caricano di una sfumatura ora ironica, ora drammatica. Individua almeno due similitudini presenti nel capitolo.
"Don Abbondio, come un vaso di terra cotta, andò a sbattere contro un vaso di ferro."
"Perpetua, come un mastino che ha scovato la preda, non mollava la presa."
8. Il linguaggio di Perpetua fa spesso ricorso a modi di dire tipicamente popolari. Sottolineane nel testo almeno tre.
"aver il diavolo in corpo"
"farla in barba"
"avere la coda di paglia"