[50] μὴ σπεύδετε πλουτεῖν μᾶλλον ἢ χρηστοὶ δοκεῖν εἶναι, γιγνώσκοντες ὅτι καὶ τῶν Ἑλλήνων καὶ τῶν βαρβάρων οἱ μεγίστας ἐπ' ἀρετῇ δόξας ἔχοντες πλείστων ἀγαθῶν δεσπόται καθίστανται. τοὺς χρηματισμοὺς τοὺς παρὰ τὸ δίκαιον γιγνομένους ἡγεῖσθε μὴ πλοῦτον ἀλλὰ κίνδυνον ποιήσειν. μὴ τὸ μὲν λαβεῖν κέρδος εἶναι νομίζετε, τὸ δ' ἀναλῶσαι ζημίαν: οὐδέτερον γὰρ τούτων ἀεὶ τὴν αὐτὴν ἔχει δύναμιν, ἀλλ' ὁπότερον ἂν ἐν καιρῷ καὶ μετ' ἀρετῆς γίγνηται, τοῦτ' ὠφελεῖ τοὺς ποιοῦντας.
[51] μηδὲ πρὸς ἓν χαλεπῶς ἔχετε τῶν ὑπ' ἐμοῦ προσταττομένων: ὅσοι γὰρ ἂν ὑμῶν περὶ πλεῖστα τῶν ἐμῶν χρησίμους αὑτοὺς παράσχωσιν, οὗτοι πλεῖστα τοὺς οἴκους τοὺς αὑτῶν ὠφελήσουσιν
Ti mando una traduzione volgarizzata di questo brano :
Non vi caglia più dello arricchire che dello aver buona fama, perché dovete sapere che qualunque è tra i Greci o tra i Barbari, maggiormente celebrato dagli uomini per la virtù, ciascuno di questi tali ha maggior quantità di beni in suo potere. I guadagni fatti per modi ingiusti, abbiate per fermo essere per produrre, non mica ricchezza, ma pericolo. Non vogliate pensare che il ricevere o prendere sia guadagno, il dare, discapito; perocché né l’uno né l’altro importa quel medesimo sempre, ma qualunque dei due fassi tempo ed onestamente, ritorna in beneficio di chi lo fa.
Non abbiate a grave niuna delle mie commissioni, perché quelli di voi che mi saranno utili in maggior numero di servigi, avanzeranno maggiormente le case loro.
Fate conto che niuna di quelle cose delle quali ciascuno di voi sarà consapevole a se medesimo, mi debba restate occulta, ma quando io vi sia lontano colla persona, pensate che l’animo mio si trovi presente a ogni cosa; perché con questo pensiero procederete nelle vostre deliberazioni più sanamente. Non mi vogliate celar che che sia né di quanto voi possedete né di quanto operate o siete per operare; considerando che sopra le cose occulte nascono necessariamente molti sospetti.