da rebecca » 2 mar 2011, 10:53
Ἤδη δὲ πρὸς τῷ τελευτᾶν ὄντος αὐτοῦ, περικαθήμενοι τῶν πολιτῶν οἱ βέλτιστοι καὶ τῶν φίλων οἱ περιόντες λόγον ἐποιοῦντο τῆς ἀρετῆς καὶ τῆς δυνάμεως, ὅση γένοιτο, καὶ τὰς πράξεις ἀνεμετροῦντο καὶ τῶν τροπαίων τὸ πλῆθος· ἐννέα γὰρ ἦν ἃ στρατηγῶν καὶ νικῶν ἔστησεν ὑπὲρ τῆς πόλεως. Ταῦτα, ὡς οὐκέτι συνιέντος, ἀλλὰ καθῃρημένου τὴν αἴσθησιν αὐτοῦ, διελέγοντο πρὸς ἀλλήλους· ὁ δὲ πᾶσιν ἐτύγχανε τὸν νοῦν προσεσχηκώς, καὶ φθεγξάμενος εἰς μέσον ἔφη θαυμάζειν ὅτι ταῦτα μὲν ἐπαινοῦσιν αὐτοῦ καὶ μνημονεύουσιν, ἃ καὶ πρὸς τύχην ἐστὶ κοινὰ καὶ γέγονεν ἤδη πολλοῖς στρατηγοῖς, τὸ δὲ κάλλιστον καὶ μέγιστον οὐ λέγουσιν. “Οὐδεὶς γάρ,” ἔφη, “δι᾽ ἐμὲ τῶν ὄντων Ἀθηναίων μέλαν ἱμάτιον περιεβάλετο.”
Essendo Pericle ormai vicino alla morte. i superstiti fra gli amici qualificarono il discorso della virtù e dell’autorità di lui e calcolarono le imprese e il maggior numero di trofei.
Molti (nove) erano i trofei i quali innalzò comandando e vincendo per la città.
Temendo che lui non potesse più comprendere con l’udito né con la ragione, spiegavano queste cose tra di loro Egli per caso prestò attenzione a tutto e gridando disse alle persone che non erano né giovani né adulte: mi meraviglio che elogiate e ricordiate queste cose di me, le quali nascono dalla mente ed erano già pubbliche a molti strateghi, non parlate di cose nobili e grandi al massimo grado, nessuno infatti indossò per me il mantello nero dell’Attica
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