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Forse potrebbero sembrare strano che io consigli queste cose nel privato, me andando in giro e affaccendandomi, mentre pubblicamente non osi, salendo verso la vostra moltitudine, dare dei consigli alla città.La causa di ciò è quello che voi mi avete sentito dire spesso e in molti luoghi, che a me si manifesta qualcosa di divino e di demonico, di cui appunto Meleto scrisse nell’accusa, facendosene gioco. E’ qualcosa che è cominciata in me fin dalla fanciullezza, una voce, che quando si manifesta, sempre mi distoglieva ciò che sto per fare
e non mi incita mai. Questo è ciò che impedisce a me di occuparmi delle cose della città. Certo mi sembra che si opponga del tutto opportunamente: infatti sappiate bene, o uomini ateniesi, se io da molto tempo avessi intrapreso a occuparmi della politica, da molto tempo sarei morto e non avrei giovato per nulla né a voi ne forse a me stesso. E non adiratevi con me perché dico la verità: non c’è nessuno fra gli uomini che resterà vivo, opponendosi con
franchezza alla massa unita e a voi e impedendo che molte ingiustizie e illegalità avvengano nello stato, ma è necessario che chi combatte in realtà per la giustizia, anche se deve essere salvo per poco tempo, viva da privato e non si occupi delle cose pubbliche.