V. Latino - Cicerone

Messaggioda AdrianaXD » 11 mar 2011, 19:09

Ho cercato già se c'era questa versione, c'è , ma la versione lunga, e non c'è stata nemmeno risposta. volevo dire che io ho tradotto gran parte della versione ma ho avuto qualche difficoltà.
Quid sit Natura (cicerone)
[...]. Namque alii naturam censent esse vim quandam sine ratione, alii autem vim participem rationis atque ordinis tamquam via progredientem, quae homines, animalia, arbores impellere possit, ut partim per stirpes (radici) alantur suas, partim ut moveri etiam et sentire et appetere possint. Sunt autem qui omnes has naturae proprietates nomine appellent, ut Epicurus, qui omnium rerum naturae tantum corpora esse dicit.

precisamente non ho capito cosa significa partim, perché è da partim che mi sono bloccata! grazie anticipatamente :3

AdrianaXD

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Messaggioda giada » 11 mar 2011, 19:32

Traila da questo passo originale (è molto tardi se non ti serve per domani posta tutto il testo che la vediamo )


alii naturam esse censent vim quandam sine ratione cientem motus in corporibus necessarios, alii autem vim participem rationis atque ordinis tamquam via progredientem declarantemque, quid cuiusque rei causa efficiat, quid sequatur, cuius sollertiam nulla ars, nulla manus, nemo opifex consequi possit imitando; seminis enim vim esse tantam, ut id, quamquam sit perexiguum, tamen, si inciderit in concipientem conprendentemque naturam nanctumque sit materiam, qua ali augerique possit, ita fingat et efficiat in suo quidque genere, partim ut tantum modo per stirpes alantur suas, partim ut moveri etiam et sentire et appetere possint et ex sese similia sui gignere.Sunt autem, qui omnia naturae nomine appellent, ut Epicurus, qui ita dividit, omnium quae sint naturam esse corpora et inane quaeque is accidant. Sed nos cum dicimus natura constare administrarique mundum, non ita dicimus, ut glaebam aut fragmentum lapidis aut aliquid eius modi nulla cohaerendi natura, sed ut arborem ut animal, in quibus nulla temeritas sed ordo apparet et artis quaedam similitudo.



Alcuni intendono per natura una forza irrazionale determinante nei corpi materiali dei movimenti dominati dalla legge della necessità, altri invece identificano la natura con una forza razionale e ordinata ispirata nella sua azione ad un metodo ben preciso e non restia a svelare ogni suo singolo fine ed intendimento, una forza così dinamicamente attiva che la mano di nessun artista riuscirebbe a raggiungere ed eguagliare. Basterebbe a provarlo la straordinaria carica di energia contenuta in un seme. Per quanto piccolo esso sia è sufficiente che vi sia un terreno adatto ad accoglierlo e a farlo germinare e della sostanza che possa nutrirlo e farlo crescere perché esso provveda a creare ed a plasmare creature della sua stessa stirpe sia che si tratti di esseri destinati ad assorbire il nutrimento tramite le proprie radici, sia che si tratti di creature capaci di muoversi, di avere delle sensazioni, di provare dei desideri e di generare dei propri simili.C'è chi applica il nome di natura all'intera realtà. Tale è, per esempio, la posizione di Epicuro che distingue nella natura i corpi materiali ed il vuoto nonché tutti i fenomeni ad essi collegati. Noi invece quando affermiamo che la natura è il fondamento ed il principio organizzatore del mondo non intendiamo riferirci solo ad una zolla di terra o ad un frammento di pietra o a qualche altro consimile oggetto unificato dal solo principio di coesione, bensì anche alle piante e agli animali in cui nulla è casuale ma vi traspare un

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