Circumcidenda est concursatio, qualis est magnae parti hominum domos et vias et theatra ...

Bisogna darci un taglio al bighellonaggio, qual è quello di una gran parte di uomini che vagabondano per case, teatri e piazze: si offrono per le attività di altri, somiglianti a chi sta sempre facendo qualcosa.

Se chiederai a qualcuno di questi mentre esce da casa: "Dove vai? A cosa pensi?", ti risponderà: "Per Ercole non lo so! Ma questo non mi annoia: vedrò gli altri, qualcosa farò! Questa vita mi piace." Si incamminano senza scopo per le vie della città, cercando affari, e non fanno le cose che hanno stabilito, ma le cose nelle quali si sono imbattuti.

Proverai compassione di certi che corrono come verso un incendio: a tal punto essi si scontrano con i passanti, e fanno cadere se stessi e gli altri, proprio mentre sono corsi o per salutare qualcuno non intenzionato a ricambiare il saluto o a seguire il funerale di uno sconosciuto, o al processo di uno che è spesso in lite, o alle nozze di una donna che si sposa spesso.

Poi, tornando a casa con inconcludente fatica, spesso si vergognano di una simile vita e, se si chiede loro la ragione di quel genere di vita, loro stessi non sanno per quale ragione siano usciti, in quali vie siano andati e dove si siano fermati, intenzionati a vagare il giorno successivo su quei medesimi passi.

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