Multi Romanorum frugalem maiorum vitam reliquerunt et clari ob crapulam et ...

Molti, tra i Romani, abbandonarono il frugale tenore di vita degli antenati, e furono rinomati per l'eccesso di cibo e per la mancanza di moderazione.

Il ricchissimo Rufo Nasidieno, cavaliere Romano, per stupire gli amici, imbandiva banchetti squisiti per i suoi ospiti, dal tramonto fino all'alba: i commensali, tra i quali c'erano l'illustre cavaliere Mecenate e il poeta Vario, mangiavano in primo luogo cinghiale Lucano con lattuga e radici, e, per placare la sete, bevevano il vino Cecubo, o l'Albano, o il Falerno.

E il commensale Vibidio chiese calici più grandi! In seguito Nasidieno ordinò ai servi di presentare i piatti dall'aspetto straordinario: uccelli, ostriche, pesci, tra i quali la murena, con la salsa con le interiora di pesci del fiume Ebro. Infine, dai fanciulli furono servite le membra trinciate di una gru, il fegato di un'oca bianca, e le spalle delle lepri con i lombi.

A ragione, il poeta Lucilio scrisse riguardo ai suoi contemporanei Romani: Godete ingordi, divoratori, godete ventri!

Copyright © 2007-2025 SkuolaSprint.it di Anna Maria Di Leo P.I.11973461004 | Tutti i diritti riservati - Vietata ogni riproduzione, anche parziale
web-site powered by many open source software and original software by Jan Janikowski 2010-2025 ©.
All trademarks, components, sourcecode and copyrights are owned by their respective owners.

release check: 2025-02-08 08:11:42 - flow version _RPTC_G1.3