Studiare non basta - Duo latino pagina 263 numero 187
Ante omnia futurus orator, cui in maxima celebritate et in media rei publicae luce vivendum est, adsuescat iam a tenero non reformidare homines neque illa solitaria et velut umbratica vita pallescare.
Prima di tutto il futuro oratore, che deve vivere nella più grande celebrità e in mezzo alla luce dello stato, si abitui fin dalla tenera età a non temere gli uomini e a non impallidire a causa di quella vita solitaria e per così dire ombrosa.
Bisogna sollecitare ed ampliare la mente, che nei rifugi di tal genere o languisce o si gonfia di vana persuasione; è inevitabile infatti che attribuisca eccessivamente a se stesso, colui che non si confronta con nessuno.
Poi quando deve esibire gli studi, non ci vede in pieno giorno e offende tutte le novità, come se lui solo avesse appreso ciò che bisogna fare tra molti. Congederai le amicizie, che durano molto solidamente fino alla vecchiaia imbevute di una certa religiosa necessità: infatti non c'è maggiore sacralità nell' essere iniziati ai medesimi riti religiosi che nell'esserlo ai medesimi studi.
Quello stesso senso che viene detto comune quando (lo imparerà se si sarà appartato dalla vita associata che è naturale non solo per gli uomini ma anche per gli animali muti?
(By vogue)
Versione tratta da Quintiliano