Gli ultimi re di Roma
Ancus Marcius, regis Numae nepos, Volscis et aliis finitimis contumacibus bellum indixit, ...
Anco Marzio, nipote del re Numa, dichiarò guerra ai Volsci e ad altri popoli confinanti ostili, aggiunse all'antica città i monti Aventino e Gianicolo, e fondò una colonia marittima presso la foce del Tevere.
Grazie alle sue opere straordinarie è dunque celebre ancora oggi. Dopo Anco assunse il regno Tarquinio Prisco. Costui raddoppiò il numero dei senatori, istituì gli spettacoli Romani, prosciugò i luoghi paludosi; regnò con sollecita assennatezza.
Dopo costui, Servio Tullio ampliò la città con i monti Quirinale, Viminale ed Esquilino, e con enormi mura, cinse tutti i colli della città. Tarquinio il superbo alla fine sconfisse i Volsci; con la forza sottomise Gabi, ricca città degli Albani, e stipulò una pace duratura con i Tusci.
Sul Campidoglio costruì un tempio solenne di Giove. Poi perse il regno durante l'assedio di Ardea; infatti, a causa del torto di suo figlio nei confronti di Lucrezia, donna nobile, L. Giunio Bruto fece insorgere il popolo e strappò il potere a Tarquinio.
Versione tratta da: Eutropio