Eco e Narciso - Modus in Rebus
Echo olim incurrit Narcisso, iuveni admodum formoso sed natura... Terra igitur gessit florem qui etiam nunc eius nomen habet.
Una volta si imbattè in Narciso, giovane molto attraente ma di indole scontrosa; il giovane, amando la solitudine e desiderando schivare i fastidi degli uomini, viveva solo in remote foreste.
Eco iniziò ad amarlo. Ma Narciso fino a quel momento non conoseva l'amore e quando vedeva la ninfa, la evitava. Allora la infelice Eco si nascose in una grotta dove per il forte dolore si consumò: le ossa della povera fanciulla si mutarono in pietre e rimase la sola voce, che ancora ripete ai viandanti le ultime sillabe delle loro domande.
Ma gli dei punirono anche Narciso: stanco per la fatica della caccia, dissetandosi presso una fonte, vide nello specchio d'acqua la sua immagine e iniziò ad amarla fortemente.
E così, tentando di prenderla, cadde nella fonte e perse la vita. Allora la terra produsse un fiore che anche oggi ha il suo nome.