Coraggiosa reazione ai disastri militari
Postquam bello Punico secundo Hannibal copias Romanas apud Cannas fudit et ad Urbem appropinquavit, ... Eos collaudat senatus eosque ad Portam Collinam ut eam tuerentur misit.
Dopo che nella seconda guerra Punica Annibale sconfisse le milizie Romane a Canne e si avvicinò a Roma, lo stato fu in grandissimo pericolo.
In battaglia, infatti, era caduto un altro console, Lucio Emilio Paolo, e quasi tutte le milizie dei Romani erano state uccise o messe in fuga. Allora un grandissimo terrore invase gli animi dei cittadini, i quali temevano grandemente fosse) prossima la distruzione della città, e non erano in grado di procurarsi alcuna speranza di salvezza, ovunque girassero gli occhi.
Le donne, ansiose, aspettavano notizie per cercare di sapere (notizie) sulla sconfitta e sulla rovina dell'esercito. Mentre così tanta disperazione era negli animi di tutti, i senatori non si scoraggiarono, i quali convocarono il popolo nel foro per piazzare delle sentinelle sulle mura e presidi davanti alle porte.
Incredibile fu l'eroismo di alcuni giovani, che giurarono nella curia: "Non avremo paura del grandissimo numero di nemici: se il Cartaginese si avvicinerà alle mura, resisteremo e moriremo per la patria". Il senato li colmò di lodi e li inviò alla Porta Collina perché la difendessero.