Purpuram viri adhibebimus praetextati in magistratibus in sacerdotiis liberi nostri praetextis purpuram togis adhibebunt ...

Noi uomini useremo la porpora, vestiti di pretesta nelle cariche pubbliche, nelle cariche religiose, i nostri figli utilizzeranno la porpora sulle toghe preteste; vieteremo forse soltanto alle donne l'uso dalla porpora? E poiché, a te in quanto uomo, è permesso ornare con la porpora la coperta, forse non permetterai che la tua madre di famiglia abbia una veste purpurea? E sarà forse il tuo cavallo bardato in maniera più bella di quanto non sia vestita tua moglie? Alle donne non possono toccare in sorte né le magistrature, né le cariche religiose, né i trionfi, né le decorazioni, né i doni o le spoglie di guerra:

raffinatezze e abbigliamento, e cura del corpo, questi sono i vanti delle donne, per questi gioiscono e si vantano, i nostri antenati chiamarono questo "corredo femminile". Cos'altro dismettono, nel periodo di lutto, se non la porpora e l'oro? Cosa aggiungono, nelle cerimonie di ringraziamento e nelle suppliche, se non un ornamento particolarmente sontuoso? È chiaro che, se avrete abrogato la legge Oppia, non sarà vostra facoltà, se vorrete vietare qualcosa di quello che ora la legge vieta.

Tuttavia le stese donne preferiscono che il loro abbigliamento sia in potere vostro piuttosto che della legge, e voi le dovete tenere sotto la vostra potestà e tutela, e non in uno stato di servitù, e dovete preferire di essere chiamati padri e mariti, piuttosto che padroni.

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