Statim puer nova atque mira flamma ardet et puerum amat quem aspicit quia umbram non agnoscit ...

Immediatamente il fanciullo arde per un fuoco nuovo e straordinario, ed ama il fanciullo che scorge, perché non riconosce il riflesso, e non capisce.

Desidera se stesso, ama se stesso, e viene logorato dall'eccessivo desiderio. Si sdraia a terra, ed osserva gli occhi, simili a stelle del cielo, (osserva) la chioma, degna di Bacco, e le gote ed il collo d'avorio, e le labbra rosse sul volto candido come neve. Dà alcuni futili baci all'acqua ingannatrice del torrente, immerge le braccia più volte invano:

infatti non afferra mai l'immagine; l'animo del fanciullo viene ingannato, gli occhi vengono ingannati. Alla fine muore, e le ninfe realizzano una pira in onore del fanciullo.

Il (suo) corpo, però, scompare, e, per un prodigio straordinario, nasce dalla terra un fiore giallo, che possiede petali bianchi e che, ancora oggi, viene chiamato "Narciso".

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