Urbem Syracusas Verres elegerat, cuius hic situs atque haec natura est loci caelique ut nullus umquam dies ...

Verre aveva scelto la città di Siracusa, della quale tale è la posizione, e tale è la condizione del luogo e del clima, che non c'è mai stato alcun giorno dalla burrasca grande e turbolenta al punto che non sia stato presente il sole per un po' di tempo.

Qui, nei mesi invernali, codesto buon governatore viveva in maniera tale che, facilmente, nessuno lo vedeva non soltanto fuori di casa, ma neppure fuori dal letto. Quando invece arrivava (presente storico)la primavera, (Verre) si dedicava alle fatiche e ai viaggi; in questi egli si dimostrava paziente e infaticabile al punto che mai nessuno lo vide mentre sedeva sopra un cavallo.

Infatti, secondo un'usanza che ebbero i re della Bitinia, egli veniva trasportato con una lettiga con otto portatori, sulla quale c'era un cuscino Maltese luccicante, riempito con delle rose; egli stesso, inoltre, aveva una corona sulla testa e una seconda al collo, e si portava alle narici una retìna fatta di lino delicatissimo, dalle maglie minute, piena di petali di rosa.

Portato a termine il viaggio in questa maniera, quando era arrivato in una qualsiasi città, per mezzo della medesima lettiga veniva portato fin dentro la camera da letto.

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