Eumene di Cardia
Verba et sententiae pagina 26 numero 19
Inizio: Huius si virtuti per data esset fortuna non ille quidem maior, ... Fine: Illo interfecto eodem gradu fuit apud Alexandrum annos tredecim. (Cornelio Nepote)
Se alla virtù di costui gli fosse stata attribuita pari fortuna, certamente costui non sarebbe apparso così importante, ma molto più illustre e ed anche fortunato, per il fatto che noi valutiamo i grandi uomini in base alla virtù, non alla fortuna.
Essendo coincisa la vita di costui in quei tempi, in cui i Macedoni fiorivano, molto fu tolto a costui che viveva tra questi, per il fatto che apparteneva ad una diversa città, e non gli mancò alcunchè eccetto una nobile stirpe. Anche se costui apparteneva ad un'elevata stirpe domestica, tuttavia i Macedoni sopportavano con indignazione che costui talvolta veniva anteposto a loro, e tuttavia tolleravano.
Infatti vinceva tutti con cura, attenzione, pazienza, astuzia e prontezza d'ingegno. Costui anche se molto giovane si accostò all'amicizia di Filippo, figlio di Aminta, ed in breve tempo giunse in intima familiarità: nel giovinetto risplendeva infatti un'indole di virtù. E così lo tenne al potere al posto dello scriba, cosa che era più degna d'onore presso i Greci che i Romani. ed infatti In realtà presso di noi, così come sono, i mercenari sono considerati scribi; ma al contrario presso quelli nessuno era ammesso a quell'incarico se non di stirpe onorata, e di fiducia ed operosità comprovata, per il fatto che era necessario che costui fosse partecipe a tutte le decisioni.
Tenne questa condizione di Amicizia presso Filippo per sette anni. Dopo che quello fu ucciso fu nello stesso grado presso Alessandro per tredici anni. (By Maria D.)