Il mito della Biga alata: i due cavalli dell'anima
τῶν δὲ δὴ ἵππων ὁ μέν, φαμέν, ἀγαθός, ὁ δ' οὔ· ἀρετὴ δὲ τίς τοῦ ἀγαθοῦ ἢ κακοῦ κακία, οὐ διείπομεν, νῦν δὲ λεκτέον....
Dei (due cavalli), lo diciamo , uno é buono e l'altro invece no ; ma quale sia la virtù di quello buono e quale la malvagità di quello cattivo, non l'abbiamo detto dobbiamo perciò dirlo ora.
Ebbene quello che si trova dei due cavalli nella posizione migliore ha portamento eretto ed é ben fatto , tiene dritto il collo , ha il naso adunco , é bianco a vedersi , ha gli occhi neri , ma l' onore insieme alla moderazione e al pudore , é amico della vera opinione , non ha bisogno di frusta e per guidarlo basta l' incitamento verbale. L' altro , al contrario , é storto , grosso , malfatto , ha il collo robusto e corto , il muso schiacciato , il manto nero , gli occhi grigi e iniettati di sangue , é amico della violenza e dell' arroganza , peloso intorno alle orecchie , sordo e obbedisce a malapena a frusta e pungoli insieme.
Quando dunque l' auriga , alla vista della persona amata , abbia propagato in tutta l' anima il calore di questa sensazione e si sia colmato dei pungoli dell' eccitazione e del desiderio , il cavallo che gli obbedisce , frenato anche in queste circostanze come sempre dal pudore , si trattiene dal saltare addosso all' amato.
L' altro invece non si cura più nè dei pungoli dell' auriga nè della frusta , ma salta e si comporta violentemente , arrecando al compagno di giogo e all' auriga molestie d' ogni genere e costringendoli ad andare verso l' amato e a ricordargli le delizie di Afrodite.
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