Il viaggio di Enea verso l'Italia
Il viaggio di Enea verso l'Italia
Της δ'εις Ιταλιαν Αινειου και Τρωων αφιξεως Ρωμαιοι τε παντες βεβαιωται και τα δρωμενα υπ'αυτων εν τε θυσιαις και εορταιξ μηνηματα ... πλειν και οσοις αυτου μενειν βουλομενοις ην, ως εν οικεια γη το λοιπον εσομενους, υπελιποντο.
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Tutti i romani confermano l'arrivo di Enea in Italia e dei troiani e (e confermano) le cose compiute da loro rivelate nei sacrifici e nelle feste.
I libri della Sibilla gli oracoli Pitici e molte altre cose, che nessuno potrebbe tenere di poco conto quasi aggiunte per ornamento. Infatti anche presso i greci molti segni e cose visibili sopravvivono di quel tempo, lì avevano gettato l'ancora e presso di loro fecero una sosta per l'impossibilità di salpare, di queste cose come posso io molto brevemente farò memoria.
Dapprima, dunque, giunti in Tracia approdarono alla penisola che è chiamata Pallene. La occupavano, come dissi, i barbari chiamati Crusei, e ebbero presso di loro ospizio sicuro.
Passando lì l’inverno edificarono presso uno dei promontori un tempio di Afrodite, e fondarono la città di Enea, nella quale lasciarono quanti, a causa delle fatiche, non erano in grado di navigare, e quanti volevano rimanere, vivendo il restante te come nella loro terra.
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