L'accusa di irreligiosità è infondata
Αλλ' ἐγώ, ὦ ἄνδρες, τοῦτο μὲν πρῶτον θαυμάζω Μελήτου, ὅτῳ ποτέ γνούς λέγει ὡς ἐγώ οὓς ἡ πόλις νομίζει θεοὺς οὐ νομίζω· ἐπεὶ θύοντά γέ με ἐν ταῖς κοιναῖς ἑορταῖς καὶ ἐπὶ γε μὴν δαιμόνια πῶς ἂν ἐγὼ εἰσφέροιμι λέγων ὅτι θεοῦ μοι φωνή φαίνεται σημαίνουσα ὅ, τι χρὴ ποιεῖν; ...
Ma io, o uomini, in primo luogo mi meraviglio di Meleto, per quale motivo mai dice che io non riconosco gli dèi che la città riconosce;
poiché, in effetti, io offro sacrifici nelle feste comuni e, inoltre, come potrei io introdurre cose divine, dicendo che una voce divina mi appare, indicandomi ciò che devo fare?
Infatti, anche quelli che si servono dei suoni degli uccelli e delle voci degli uomini, ... (CONTINUA)
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