Demetrio salva Mitridate (I)
Τοῦ μέντοι καὶ φιλάνθρωπον φύσει καὶ φιλέταιρον γεγονέναι τὸν Δημήτριον ἐν ἀρχῇ παράδειγμα τοιοῦτόν ἐστιν εἰπεῖν....
Che Demetrio pertanto fosse da prima benigno per natura e affezionato agli amici si può dire questo.
Mitridate, figlio di Ariobarzone, era suo compagno e coetaneo, e trattava familiarmente con esso e nel tempo stesso, non essendo già egli né in apparenza né in realtà uomo di triste indole, ossequiava anche Antigono ma, per un certo sogno che questi ebbe, gli arrivò a portare sospetto.
Infatti parve ad Antigono che essendo entrato in un campo bello e vasto, vi seminasse raschiature d'oro e che poi nascesse una biada pure d'oro; ma che, essendovi tornato poi poco dopo non ci vedesse altro più che che le erbacce e che mentre addolorato era di ciò e afflitto oltre modo, gli parve di udire alcuni che gli dicessero che Mitridate aveva mietuto quell'aurea biada, e che se ne andava al Ponto Eusino.
Essendo il re costernato da ciò e avendo obbligato il figlio con un giuramento a tacere, gli raccontò il sogno e gli disse che aveva deliberato di togliersi di torno l'uomo e di farlo morire.
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