la gloria dei caduti - Anthropon Odoi
Antropon odoi pagina 251 numero 292
Inizio: Ευ γιγνωσκομεν οτι ο θανατος κοινος και τοις χειριστοις και τοις βελτιστοις· ουτε γαρ τους πονηρους υπερορα ουτε τους αγαθους θαυμαζει, ..... Fine: τους εν τω πολεμω τετελευτηκοτας ταις αυταις τιμαις και τους αθανατους τιμασθαι.
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Sappiamo bene che la morte è comune ai peggiori e ai migliori fra gli uomini? Essa infatti non disprezza i malvagi e non resta ammirata di fronte ai buoni, ma a tutti si presenta allo stesso modo. Dunque bisogna ritenere questi (uomini) fortunatissimi, perché sono morti così, lottando per i valori più grandi e più nobili, non affidando la loro sorte al caso e non attendendo la morte spontanea [automaton thanaton], ma scegliendo essi stessi la più bella.
Perciò il loro ricordo sarà eterno, e gli onori che ricevono sono invidiati da tutti gli uomini; sono pianti come mortali per la loro natura, ma sono celebrati nei canti come immortali per il loro valore.
Ed infatti si fa loro un funerale di stato ed in loro onore si ottengono gare di forza, di saggezza e di ricchezza, perché si ritiene che i caduti in guerra meritino di essere onorati con gli stessi onori dei mortali.